| Ingredienti: braciole di maiale burro mezzo bicchiere di vino bianco secco bottarga grattugiata (di tonno o di muggine) prezzemolo olive nere brodo Preparazione Infarinare le braciole e soffriggerle con del burro in una padella. Rosolare bene, aggiungere un pizzico di sale e innaffiare il tutto con mezzo bicchiere di vino bianco secco. Fare evaporare il vino e spruzzare le braciole con della bottarga grattugiata e prezzemolo. Aggiungere delle olive nere ed, se necessario, un cucchiaio di brodo. Continuare la cottura a fuoco lento per alcuni minuti e servire. Vino consigliato: Noras - Cannonau di Sardegna, Cantina Santadi |
Ammentos in Lingua Sarda significa "ricordi" www.ammentos.biz nasce per non dimenticare chi siamo e da dove veniamo...per ricordare le nostre tradizioni, i sapori della nostra Terra, i sapori arcaici che ci hanno fatto diventare quello che siamo oggi...Sardi! ___________________________________________________________________________________________________________________"In ogni istante della nostra vita siamo ciò che saremo non meno di ciò che siamo stati."
domenica 23 marzo 2014
Braciole di maiale alla bottarga
lunedì 17 marzo 2014
La Sardegna e l'origine dell'uomo
L'Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Irgb-Cnr) di Monserrato (Cagliari), dal Centro di sequenziamento e supercalcolo del Crs4 e dall'università degli Studi di Sassari, hanno pubblicato sulla rivista "Science" la conclusione di uno studio sul codice genetico del cromosoma Y di 1200 sardi, ufficializzando così la "paternità" della razza europea proprio alla Sardegna.

Il popolo sardo accorpa dentro di se la maggioranza delle varianti del cromosoma Y presenti in tutto il continente europeo, motivo per cui la nascita del nostro antenato comune viene retrodatata di 50.000 anni, ovvero in un'epoca compresa tra i 180.000 e i 200.000 anni fa!
Combinando dati archeologici e genomici, gli scienziati hanno potuto definire con estrema precisione la velocità con cui il cromosoma oggetto di studio accumula mutazioni, ricostruendo così le diverse fasi del popolamento della Sardegna, improntando così il suggerimento per un monitoraggio delle migrazioni preistoriche che hanno "colonizzato" il continente europeo.
Francesco Cucca, direttore dell'Irgb-Cnr e professore di genetica medica al Dipartimento di scienze biomediche dell'università di Sassari, spiega: "Il nostro studio conferma che i sardi hanno nel loro Dna una serie di caratteristiche peculiari, ma rivela anche che posseggono la maggior parte della variabilità presente sul Dna del cromosoma Y degli altri popoli europei. Si tratta cioè della singola popolazione che sembra racchiudere meglio le caratteristiche genetiche di tutti gli europei. Tale caratteristica rende questa popolazione una risorsa preziosa sia per studi evoluzionistici sia per studiare i fattori genetici di rischio per malattie frequenti nell'isola e nel resto d'Europa."
Paolo Francalacci, docente di Genetica presso il Dipartimento di scienze della natura e del territorio dell'università di Sassari, primo autore dello studio, aggiunge: "Abbiamo identificato nei cromosomi Y sardi che abbiamo analizzato le varianti genetiche che permettono di risalire agli antichi progenitori che vivevano nell'isola e di collegare le varie linee ancestrali di questo cromosoma ad eventi di espansione demografica avvenuti nel passato".
Fabrizio Cadoni
www.ammentos.biz
Antipasto di bottarga
Ingredienti per 4 persone:
1 baffa di bottarga
Sedano o carciofi
1 limone
Olio extra vergine di oliva
Preparazione
La baffa di bottarga si serve a fette sottilissime o a scaglie, condita con olio o con una salsa di olio e succo di limone. Tempo 5 minuti.
è ottima anche accostata alla parte bianca e tenera del sedano, o al cuore del carciofo, affettati molto finemente: il contrasto è particolare e di grande effetto.
Consigli di Ammentos:
Preparate la bottarga e conditela almeno mezzora prima di servire in tavola.
Potete aggiungere sulle scaglie di bottarga una spolverata di pepe nero macinato fresco.
Vino consigliato:
Vermentino Funtanaliras
1 baffa di bottarga
Sedano o carciofi
1 limone
Olio extra vergine di oliva
Preparazione
La baffa di bottarga si serve a fette sottilissime o a scaglie, condita con olio o con una salsa di olio e succo di limone. Tempo 5 minuti.
è ottima anche accostata alla parte bianca e tenera del sedano, o al cuore del carciofo, affettati molto finemente: il contrasto è particolare e di grande effetto.
Consigli di Ammentos:
Preparate la bottarga e conditela almeno mezzora prima di servire in tavola.
Potete aggiungere sulle scaglie di bottarga una spolverata di pepe nero macinato fresco.
Vino consigliato:
Vermentino Funtanaliras
mercoledì 12 marzo 2014
Gnocchetti alla campidanese
Ingredienti per 4-5 persone:
gr 400 di malloreddus (gnocchetti sardi)
gr 300 di salsiccia
mezza cipolla
olio extra vergine di oliva
gr 300 di passata di pomodori
gr 200 di pecorino grattugiato
sale
Preparazione
Tritare finemente mezza cipolla e farla dorare in una padella antiaderente con olio di oliva extravergine. Spellare la salsiccia, sbriciolarla grossolanamente con le mani e unirla al soffritto di cipolla. Far rosolare la salsiccia per 15 minuti circa, rimestando spesso e unire infine la passata di pomodoro. Mescolare e coprire con un coperchio, lasciando cuocere per circa un'ora. Se necessario, regolare di sale.
Una volta pronto il sugo, cuocete i malloreddus in abbondante acqua bollente salata per circa 15 minuti. Intanto grattugiare il pecorino grossolanamente in una ciotola e ammorbidirlo con qualche mestolo di acqua di cottura dei malloreddus fino a che non sarà completamente sciolto in una crema.
Scolare i malloreddus e unirli al sugo con la salsiccia direttamente in padella, mescolare e infine unire la crema di pecorino.
Da servire caldi!
Vino consigliato:
Moro - Cantine Mesa
gr 400 di malloreddus (gnocchetti sardi)
gr 300 di salsiccia
mezza cipolla
olio extra vergine di oliva
gr 300 di passata di pomodori
gr 200 di pecorino grattugiato
sale
Preparazione
Tritare finemente mezza cipolla e farla dorare in una padella antiaderente con olio di oliva extravergine. Spellare la salsiccia, sbriciolarla grossolanamente con le mani e unirla al soffritto di cipolla. Far rosolare la salsiccia per 15 minuti circa, rimestando spesso e unire infine la passata di pomodoro. Mescolare e coprire con un coperchio, lasciando cuocere per circa un'ora. Se necessario, regolare di sale.
Una volta pronto il sugo, cuocete i malloreddus in abbondante acqua bollente salata per circa 15 minuti. Intanto grattugiare il pecorino grossolanamente in una ciotola e ammorbidirlo con qualche mestolo di acqua di cottura dei malloreddus fino a che non sarà completamente sciolto in una crema.
Scolare i malloreddus e unirli al sugo con la salsiccia direttamente in padella, mescolare e infine unire la crema di pecorino.
Da servire caldi!
Vino consigliato:
Moro - Cantine Mesa
mercoledì 5 marzo 2014
Il Cannonau e la Sardegna
Il Cannonau e la Sardegna
Fino ad un recente passato si attribuiva il merito della produzione del vino in Sardegna ai Fenici.
Studi più recenti invece provano che già in epoca nuragica la produzione del vino, probabilmente del "Cannonau", era cospicua. Gli stessi studi dimostrano inoltre l'endemicità del Cannonau, infatti, tracce di questo famoso vino risalenti a 3500 anni fa circa, sono state ritrovate in diversi siti nuragici in zone anche molto distanti tra loro, si tratta prevalentemente di vinaccioli e acini carbonizzati datati appunto al XII sec. a.C.. Parliamo della fine dell'età del bronzo, quando i Sardi intensificarono i loro rapporti commerciali con il mediterraneo orientale e soprattutto con Micene; a tale periodo infatti sono risalenti i numerosi manufatti in ceramica ritrovati in Sardegna atti al trasporto di derrate alimentari e di "liquidi di pregio" per l'appunto il vino.
Le brocche "askoidi"
di produzione Sarda ritrovate oltremare oltre che in Sardegna e datate appunto all'epoca storica in cui la civiltà nuragica raggiunse il suo apice (XII - IX Sec. a.C.) testimoniano questa tesi, si trovano in Spagna, in Sicilia, in Tunisia datate a un epoca antecedente la città di Cartagine, naturalmente nell'Isola di Creta, e nelle coste della penisola italiana in quelli che furono gli insediamenti Etruschi. Più antiche invece, sono le rappresentazioni ritrovate in Sardegna, dove un "bronzetto" (ritrovato a Monte Sirai - Carbonia) utilizza una brocca "askoide" per versare il vino.
La storia più "recente", riferita al periodo Fenicio-Punico, Romano, Medioevale, non ha bisogno di ulteriori scoperte per confermare che anche in quei periodi storici la produzione del vino in Sardegna era a livelli altissimi fino a definire l'isola "Sardinia Insula Vini"
Significativi sono anche i ritrovamenti degli strumenti
che sembrano essersi conservati inalterati per secoli come dimostra quest'immagine di una vendemmia degli anni trenta.
La tradizione e la cultura vitivinicola sono ancora forti di memorie remote mai dimenticate, e i vini di Sardegna apprezzati ed esportati nel mondo, oggi più che mai la Sardegna si può definire Insula Vini.
martedì 4 marzo 2014
Sant'Antioco e il Carignano
Sant'Antioco e il Carignano
Is Arenas delle Cantine Sardus Pater è il Carignano Riserva pluripremiato con i riconoscimenti più ambiti nel settore.Vini d’Italia Gambero Rosso 2013 e 2014: 3 Bicchieri;
Slow Wine 2014: Grande Vino;
Duemila Vini AIS 2014: 5 Grappoli;
Guida ORO i vini Veronelli 2013: 92/100;
...la lista dei premi potrebbe andare a ritroso fino al lontano 2005!
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